Parole in Gioco

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Nel 2007 Parole in gioco ha avviato un programma di coinvolgimento delle scuole medie superiori invitandole a partecipare ad alcune iniziative del festival e organizzando un concorso per le classi che hanno aderito che si è concluso con una premiazione pubblica. Considerato il successo riscontrato da questa proposta, si è deciso quest'anno di ampliare l'offerta allungando il periodo delle attività e coinvolgendo in maniera capillare anche le scuole medie inferiori della provincia di Pesaro Urbino attraverso progetti dedicati.


ABC e altri giochi di Bruno Munari

A cura di Maria Perosino

La mostra prende avvio da una serie di disegni e bozzetti originali preparatori al libro gioco per bambini ABC, pubblicato nel 1960. I temi del libro e del gioco - di parole, immagini, numeri – diventano quindi le linee guida su cui si sviluppa il percorso espositivo. Da una parte i giochi realizzati dal 1959 al 1976 (Labirinto, Più o meno, Metti le foglie ecc.), dall’altra una serie di disegni preparatori per loghi, copertine, libri. Infine le prime edizioni di alcuni libri/oggetti famosi come Le Forchette e Guardami negli occhi. Complessivamente ca. 50 opere tra disegni originali, giochi in edizione vintage e prime edizioni.


ABC e altri giochi di Bruno Munari

Libertà di parola

Laboratori secondo la Metodologia Munari® progettati e condotti da Paola Cappelletti e Mascia Premoli

Il Metodo Bruno Munari® si fonda sul presupposto del “fare per capire”, sperimentando azioni, materiali e tecniche dell’arte, spostando così l’attenzione dal risultato al processo. I laboratori proposti porteranno ad esplorare il mondo della parola come elemento della comunicazione visiva in relazione alle possibilità di porsi sempre nuove domande: Dove vanno a finire le parole? Le parole possono diventare un mezzo per “fare arte”? Che segni lasciano le parole? Un itinerario all’insegna della parola...e non solo, che ci condurrà fuori e dentro la mostra a conoscere l’opera di Bruno Munari.

Certo a parole tutti sono bravi, anche senza dire una parola si possono fare giochi con parole, mettendoci una buona parola! Così, senza giri di parole, la parola prenderà forma. Passeremo parole, prenderemo parole, come grandi parolieri, uomini di parola. Non ci mancheranno mai le parole, quindi senza misurare le parole, giocheremo nel senso più ampio del termine e senza farne parola basterà una parola per capirci alla lettera. E’ una parola! Direte voi…Credeteci, la parola agli esperti, senza togliere la parola di bocca a nessuno, con fatti e non parole, i laboratori secondo la Metodologia Munari® saranno la parola d’ordine!


Libertà di parola

Nomi, cose, parole…

A cura di Antonella Sbrilli con Laura Leuzzi e Claudia Matera

I laboratori partono dall’idea di avvicinare gli studenti delle scuole medie inferiori e superiori, in maniera il più possibile personale, a quel filone dell’arte contemporanea che gioca con le parole e i concetti, con la forma e le strutture della lingua. I giochi sono pensati per le varie fasce di età, con varianti nei contenuti e nelle regole. Si propone al giocatore il classico gioco “Nomi, cose, città...”, con categorie ispirate alla ricerca di artisti concettuali, per esempio: Nomi, cose, filosofi, marche, lingue, figure retoriche, elementi…

Altre esercitazioni linguistiche saranno:
- il Gioco del vocabolario, in cui i giocatori devono scrivere la definizione della parola prescelta;
- il Gioco del telefono, che si basa sull’idea della trasmissibilità verbale di un termine;
- il Gioco delle dodici cose, in cui giocatore è invitato a sintetizzare concettualmente i termini elencati a coppie, fino a ridurre ad un unico termine la dozzina iniziale.

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